L’ASSOCIAZIONE

Nata nel 2004 da un’idea di Cheikh e Moussa Lo, artisti nati e formatisi in Senegal,  Afrodanzalo da sempre si impegna per dare un’opportunità di conoscenza a chi si affaccia alla cultura Africana, nella consapevolezza che l’arte, nelle sue varie forme d’espressione, è un mezzo di dialogo universale e veicolo di valori positivi di comprensione, condivisione, comunione reciproca tolleranza. Viviamo Afrodanzalo come un “ponte culturale” che vive per dare una speranza e un’opportunità di vita ai giovani africani che desiderano conoscere il mondo mantenendo vive le proprie tradizioni e contemporaneamente offrire un cammino a chi si vuole affacciare alla cultura e alle tradizioni Africane coltivando una conoscenza del mondo e di sé libera da preconcetti e pregiudizi. Il più recente successo di Afrodanzalo è la creazione del centro culturale Lo Kounda, nato in memoria del padre dei fratelli Lo, Babacar Lo, pioniere artistico e pittore ideatore di una delle più innovative tecniche di pittura: fixè sur verre.

 

Il nostro “ponte culturale” prevede necessariamente “andata e ritorno”, non può esistere comunicazione, condivisione e partecipazione se, nel dialogo, è solo una parte che parla e l’altra ascolta. Le nostre attività in Europa riguardano principalmente la sensibilizzazione alla cultura  e all’arte tradizionale Africana attraverso l’organizzazione di laboratori e corsi stabili di danza, musica e pittura e spettacoli di danza e musica. Il nostro intento è  quello di far approcciare le persone ad una nuova visione dell’Africa, che non conduca esclusivamente e principalmente ai preconcetti di fame, malattia e povertà, ma che apra una finestra alla profonda e antica bellezza di luoghi, genti e tradizioni millenarie. A questo scopo Afrodanzalo collabora con altre associazioni in Italia e in Europa impegnate sul fronte della solidarietà e dello scambio culturale: promuove attività nelle scuole elementari, medie e superiori, coinvolgendo bambini e ragazzi attraverso una precisa attività di mediazione culturale e, ovviamente, attraverso la musica, la danza e le attività teatrali. Il nostro “ponte culturale” prevede anche l’organizzazione di viaggi studio in Senegal per allievi europei.

Le attività di Afrodanzalo in Africa riguardano principalmente il sostegno e l’incoraggiamento dei giovani Africani allo studio e alla conservazione del patrimonio artistico tradizionale. In questa direzione siamo impegnati da anni nella realizzazione del  un centro culturale Lo Kounda nella cittadina di N’Gaparou in Senegal. Desideriamo che Lo Kounda, oltre a costituire sede di studio e apprendimento, possa accogliere e dare sostegno quotidiano ai ragazzi più bisognosi. Con questo nuovo intento è nato il PROGETTO TALIBE’, dedicato ai  talibe’, bambini orfani o le cui famiglie non hanno mezzi sufficienti per provvedere al loro sostentamento ed istruzione, che vengono affidati alle Daara. Le Daara sono istituzioni religiose di tradizione secolare simili ai monasteri occidentali che si occupano gratuitamente dell’educazione dei bimbi con maggiori difficoltà. La guida spirituale della Daara è il Marabout: maestro di vita e depositario di sapere e saggezza. Il numero sempre crescente di bambini che necessitano di ospitalità rende oltremodo difficoltoso il lavoro umanitario di queste istituzioni che, pur svolgendo una mirabile funzione sociale, necessitano di appoggio e sostegno. Il nostro progetto vede la realizzazione di una sala multifunzionale negli spazi del centro culturale Lo Kounda. Desideriamo che questa sala possa essere dormitorio per il talibe’ la sera e, di giorno, scuola per tutti i bimbi e sala per le lezioni delle arti tradizionali. Nell’era digitale la necessita di un’istruzione alternativa a quella offerta dalle Daara è, e sarà sempre  più,  uno dei problemi principali dei bambini talibè, a tale scopo il centro potrebbe essere d’appoggio alle scuole locali, intervenendo come supporto alle famiglie più disagiate, allo scopo di promuovere condizioni che agevolino la continuità nella frequenza scolastica dei bambini.

Dare ai giovani una speranza di vita nella consapevolezza di poter credere e contare sulla propria terra è il presupposto per un futuro in cui rischiare la propria vita imbarcandosi su mezzi di fortuna per raggiungere le porte dell’occidente non sarà più un opzione.